E’ tornato il Braghettone, a sua insaputa, naturalmente

Iranian President Hassan Rowhani meets PM Renzi

Daniele Ricciarelli, noto come Daniele da Volterra, vissuto tra il 1509 e il 1566, buon pittore e scultore della scuola di Michelangelo, è passato alla storia col soprannome di Braghettone, perchè su incarico del papa, subito dopo la conclusione del Concilio di Trento, nel 1565, coprì con veli, foglie di fico e artifizi vari gli organi genitali maschili e femminili dei nudi affrescati da Michelangelo nella Cappella Sistina e in altre opere, per eliminare le “oscenità” condannate dal Concilio tridentino e dalla sua severa Controriforma.
Ebbene, in pieno 2016, dopo quasi 500 anni, Braghettone è ritornato, in spirito, ma non ha perso tempo a ritoccare affreschi o statue, bensì ha frettolosamente chiuso dentro scatoloni bianchi tutte le statue di nudo che si trovavano nei Musei Capitolini di Roma lungo il percorso su cui sarebbe passato un illustre ospite islamico, il presidente iraniano Rouhani, in visita ufficiale,”per non urtare la sua sensibilità e il suo credo religioso” che vieta la vista di statue di nudo.
Incredibile, ma vero. Abbiamo un patrimonio di opere d’arte che tutto il mondo ci invidia, che richiama visitatori di ogni continente, nazione e religione, e noi nascondiamo dentro grotteschi scatoloni alcune delle opere più belle, Veneri stupende, perchè in pieno 2000 c’è ancora qualcuno che considera scandaloso e non sopporta la vista di una statua di nudo, maschile o femminile, in nome di una sua religione, e, pur ospite in casa nostra, ci fa sapere che non le gradisce.
Visto che l’ospite è un capo di Stato importante con cui si vuol concludere affari, si potrebbe, diplomaticamente, per compiacerlo, dirottarlo su un percorso privo di nudi dipinti o scolpiti ( anche se a Roma non è facile, ma è possibile; e l’ospite ottuso non sa quello che si perde…).

E invece ecco la gran pensata dei nostri responsabili organizzatori della visita di Stato (che al momento non si sa ancora chi siano…): inscatolare le statue lungo il percorso, e chiudere un’ altra sala confinante con opere ritenute “troppo sensuali“. Non si sa mai che l’anziano ospite, turbato da tanta bellezza marmorea, non desse in escandescenze e non aggredisse le statue, o la povera interprete che lo accompagnava, pur nascosta e fasciata dentro un camicione con cappuccio, visiera e occhiali, per frenare ogni tentazione o cattivo pensiero!
La desolante foto di quegli scatoloni bianchi (come scarpiere dell’Ikea, battuta di Crozza) nelle antiche sale del Museo, sfuggita alla censura che si voleva mantenere sul caso, ha fatto ieri il giro del mondo via web, e su tutti i giornali online, e l’Italia, ha fatto giustamente una figura di m…., meritandosi stupore, sarcasmi e ironici commenti.

Io, ultima casalinga di campagna, alle otto del mattino, appena conosciuta la notizia, mi sono precipitata a scrivere messaggi di biasimo, su tutti i siti in cui ho trovato spazio. Ma mi sono cascate le braccia quando due ore più tardi, nel corso della trasmissione Coffee break su la7, affrontando l’argomento, un ineffabile esponente del PD, Matteo Colaninno, si è prodigato a giustificare il fatto come perfettamente comprensibile e come naturale atto di cortesia verso un ospite importante per “rispetto della sua sensibilità” e perchè in sostanza bisognava tenerselo buono perchè da lui dipendeva la possibilità di fare contratti per un valore di 17 miliardi!
E anche gli altri ospiti della trasmissione più o meno si sono tenuti sulla stessa linea giustificazionista: il leghista si è premurato di distinguere e giustificare questa resa interessata a Rohani, sostanzialmente approvandola perchè può essere conveniente, mentre vanno respinti gli islamici immigrati clandestini o poveracci da mantenere. Andrea Cangini, direttore del Carlino , ha sfoderato il suo sprezzante e cinico qualunquismo, invitando a non fare moralismi …. quando si tratta di fare affari. Il rappresentante del M5S, Martelli, l’ha presa larga, cominciando dalla citazione di “Parigi val bene una messa”, per arrivare a dire che non approvava, ma più che altro per ricordare che già negli anni passati le aperture verso l’Iran e l’Iraq non avevano dato buoni frutti, quindi si stava ripetendo l’errore.
Insomma, per questa gente, in fondo non era successo niente di grave o importante. Anzi era una mossa politica opportuna. I telegiornali RAI , in piena autocensura, per tutto il giorno hanno ignorato la vicenda, a parte un passaggio di due secondi su RAI3 quasi incomprensibile per chi non ne avesse conosciuto in precedenza.
Fortunatamente la stampa italiana (escluso stranamente il Fatto Quotidiano e il blog di Grillo) on line e quella estera hanno diffuso la foto e la notizia e tanta parte di lettori e opinione pubblica si sono riversati sui forum con commenti sarcastici, come e più dei miei, e una valanga di ridicolo ha coperto i nostri governanti. Le opposizioni, in altre faccende affaccendate, si sono accorte finalmente del buon pretesto per attaccare, oggi, il Governo, e il Governo si è subito rifugiato nell’eterno giochetto dello scaricabarile. Si è fatto vivo il ministro della cultura Franceschini per dire che lui e Renzi non ne sapevano nulla , ma che era stata una decisione inopportuna e si sarebbe indagato per scoprire chi era stato il responsabile “dell’eccesso di zelo”. Ma la Soprintendenza si dissocia e dice “chiedete a Palazzo Chigi” (cioè il titolare, Renzi).
In attesa di scoprire il colpevole, se mai si saprà, io ribadisco quel che ho scritto un po’ dovunque.

Nooo!! Questo non si doveva fare! Siamo a questo punto di sudditanza verso le pretese di imam e califfi islamici! Coprire le nostre opere d’arte perchè i “signori” ospiti non sopportano di vedere statue di nudi!!?? Ma quale “rispetto” ? Questo è ritorno al Medioevo e rinuncia totale ai propri valori, alla propria cultura, alla propria storia, alla propria libertà. Anche in diplomazia il rispetto deve essere reciproco, o ci si mette a priori in condizioni di inferiorità e subalternità. Se noi rispettiamo la loro cultura quando andiamo in Iran, il signor Rouhani deve rispettare la nostra quando viene in Italia. E’ vero che l’Italia ha interesse a concludere accordi con l’Iran, ma anche l’Iran ha interesse a concludere accordi con l’Italia; quindi dobbiamo stare su un piano di pari dignità. Mostrarsi genuflessi è segno di debolezza e non si strappano certo condizioni più vantaggiose. Siamo ancora la patria di don Abbondio e del suo detto “il coraggio uno non se lo può dare”. O forse di Fantozzi e del suo “ma come è buono lei!” bisbigliato di fronte al capo arrogante. Se questo è il nostro “peso” e ruolo in politica estera, stiamo freschi! Mattarella, Renzi, Gentiloni, Franceschini, fantasmi dall’aldilà, se ci siete battete un colpo….
E a chi si mette a disquisire sulla presunta ” moderazione” e volontà di pace dell’islamismo in versione iraniana, o di Rouhani, rispetto all’Islam sunnita e saudita e al terrorismo dell’Isis, bisogna pur ricordare che il regime sciita dell’Iran, come gli altri, basati sulla sharia, usa della pena di morte in quantità industriale, per reati di opinione o di apostasia religiosa, mortifica le donne con una legislazione discriminatoria e col velo obbligato, non riconosce ed è ostile allo Stato di Israele, finanzia altri jiadisti e combattenti in Siria, dove sostiene il regime del tiranno sanguinario Assad, che pur di restare al potere sta distruggendo il suo Paese e il suo popolo.
E per “rispetto” delle convinzioni religiose di costui abbiamo nascosto la bellissima Venere di Prassitele!!!

  • Foto in alto da WCENTER 0XQBCFULCM President of the Islamic Republic of Iran Hassan Rowhani (L) and Italian Prime Minister, Matteo Renzi, during their meeting at Campidoglio Palace in Rome, Italy, 25 January 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI
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